martedì , 19 Ottobre 2021
A Sorrento il festival di cultura giapponese

A Sorrento il festival di cultura giapponese

Festival della cultura giapponese a Sorrento

Dal 6 al 10 marzo Sorrento ospita la quinta edizione del Festival di Cultura Giapponese.

Il programma prevede per giovedì 7 marzo, alle ore 9 e trenta, la piantumazione di un ciliegio giapponese presso le Antiche Mura.

Alle 10 e trenta, al teatro Tasso, l’apertura ufficiale della manifestazione con il sindaco di Sorrento, Giuseppe Cuomo e il ministro dell’ambasciata giapponese a Roma, Yuzo Ota. A seguire, la proiezione del film “Una lettera per Momo“, di Hiroyuki Okiur.

Nel pomeriggio, alle ore 17 e trenta, presso Villa Fiorentino saranno inaugurate tre mostre: “Experience of Japanese artists“, “Japanese” e “Sorrento Again“, mentre alle 19 e trenta, il teatro Sant’Antonino ospiterà la proiezione del film “Tarda primavera” di Yasujiro Ozu.

L’indomani, sempre al teatro Sant’Antonino si potrà assistere al film “L’estate di Kikujiro” di Takeshi Kitano ed in serata, alle ore 19 e trenta, presso la sala consiliare del Comune di Sorrento, spazio alla musica, con il Concerto International Woman Day, organizzato dalla Commissione e dall’Assessorato alle Pari Opportunità, con l’ensamble lirico del teatro di San Carlo di Napoli e la partecipazione dei soprano Yasko Fujii e Margherita Pucillo e di Leonardo Quadrino al pianoforte.

Sabato 9 marzo, alle ore 19 e trenta, al teatro Sant’Antonino, proiezione del film “The twilight samurai” di Yoji Yamada, mentre domenica 10 marzo, presso la Basilica pontificia di Sant’Antonino sarà celebrata una messa in memoria delle vittime dello tsunami che colpì il Giappone l’11 marzo 2011.

About Giuseppe Damiano

Ho 36 anni, vivo dalla nascita a Sorrento e sono iscritto da 12 anni all’Ordine dei giornalisti della Campania. Collaboro, da cronista per l’area sorrentina, con il quotidiano “Il Mattino” e, da free lance, con testate locali. Tralascio il solito elenco di esperienze passate, per non “inimicarmi” da subito il lettore di turno. Ma una precisazione è doverosa: non “vivo” più di giornalismo. Oggi, qui, non è possibile farlo. Motivo per il quale, molti amici e colleghi hanno deciso di uscire dal “giro”. Io, tutto sommato, ho ancora il coraggio di restare.

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