domenica , 2 Ottobre 2022
Caccia al tesoro, il “triplete è servito”: i Membri vincono ancora!

Caccia al tesoro, il “triplete è servito”: i Membri vincono ancora!

Con lo storico tris consecutivo della squadra “Membri” capitanata da Alberto Alviani si chiude la ventinovesima edizione della Caccia al Tesoro di Sorrento. La kermesse, organizzata dall’associazione “Il Cilindro” con la collaborazione dell’amministrazione comunale, ha visto la partecipazione di oltre seicento persone divise in sette squadre. Dopo il primo indizio, alla mezzanotte del 26 dicembre, a cui hanno preso parte tutte le squadre e che si è svolto nella “Locanda del Cacciatore”, base degli organizzatori, la Caccia al Tesoro si è dipanata per due notti e due giorni tra le località della costiera sorrentina e amalfitana.

Purtroppo il mal tempo ha reso difficile percorrere i sentieri previsti dagli organizzatori. Nonostante tutto, però, numerose sono state le località toccate dai cacciatori: da Positano a Gete, frazione di Tramonti, dal Monte Comune al Faito, da Massaquano ad Atrani, le squadre si sono rincorse a suon di indizi senza soluzione di continuità. I “Membri” hanno condotto la gara per l’intera durata della manifestazione.

Epilogo entusiasmante con due squadre sull’ultima busta. Anche gli Skuato Boys, capitanati da Giuseppe Parlato, sono stati ad un passo dalla vittoria. Ma i Membri l’hanno spuntata sul filo di lana e sono stati i primi a fornire agli organizzatori le corrette indicazioni sull’ultima busta che portava in piazza Lauro a Sorrento dove poi è stato rinvenuto il Tesoro.

Amicizia, divertimento e passione: ingredienti fondamentali per un’iniziativa ormai tradizionale delle festività natalizie a Sorrento. La premiazione finale della kermesse avverrà il 5 gennaio prossimo al Teatro Tasso con un altro evento spettacolo aperto a tutti.

 

About Giuseppe Damiano

Ho 36 anni, vivo dalla nascita a Sorrento e sono iscritto da 12 anni all’Ordine dei giornalisti della Campania. Collaboro, da cronista per l’area sorrentina, con il quotidiano “Il Mattino” e, da free lance, con testate locali. Tralascio il solito elenco di esperienze passate, per non “inimicarmi” da subito il lettore di turno. Ma una precisazione è doverosa: non “vivo” più di giornalismo. Oggi, qui, non è possibile farlo. Motivo per il quale, molti amici e colleghi hanno deciso di uscire dal “giro”. Io, tutto sommato, ho ancora il coraggio di restare.

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