venerdì , 30 Settembre 2022
Castello Giusso: un gioiello della Penisola Sorrentina

Castello Giusso: un gioiello della Penisola Sorrentina

Amici lettori, oggi continuiamo in quel nostro viaggio  nell’incastellamento, scoprendo un altro piccolo gioiello della nostra penisola che è il Castello Giusso di Vico  Equense.

L’origine di questo castello non è certa, ma da alcuni documenti ritrovati sembra che sia stato edificato dal feudatario Sparano di Bari, secondo forme precise per poter essere alloggio per i militari e deposito di armi e munizioni e costruito negli anni che vanno dal 1284 al 1289.

Col tempo passò di proprietà prima di Matteo Curiale (paggio della Casa di Aragona) e poi nelle mani di Matteo di Capua, anch’egli feudatario di Vico Equense, fino al 1806, anno in cui Napoleone Bonaparte abolì i feudi.

Da questo momento diventa una residenza della casa Reale, fino a quando viene venduto alla famiglia Giusso per una cifra di quattrocentomila ducati e fu proprio tale famiglia a venderlo alla Compagnia di Gesù fino al 1870 che diventa proprietà di un privato.

Da citare, sono la Torre Mastra ed un ponte con un fossato, proprio come si vede nei film; naturalmente nel corso degli anni è stato più volte restaurato tant’è che oggi della sua originaria struttura resta poco, infatti, da vero e proprio mastio assomiglia sempre più nelle forme e all’interno in una residenza signorile, con giardini curatissimi, fontane, camere lussuose e la splendida terrazza,dalla quale è possibile ammirare il Golfo di Napoli, con il Vesuvio e le città della provincia di Napoli, distese sull’acqua.

Il Castello Giusso, è ricordato anche perché vi morì Gaetano Filangieri e più in generale per la città di Vico è sempre stato un punto di riferimento, oltreché attrattiva turistica.

About Salvatore Foggiano

Classe '77 di Sorrento, professione insegnante di scuola dell’Infanzia e Primaria. Su Sorrento Post mi occupo di cultura, di ricerca di personaggi nati o vissuti a Sorrento ed in Penisola Sorrentina e di cronaca. I miei interessi sono la storia religiosa e della Chiesa, il volontariato con l’Azione Cattolica, la TV e poi c’è l’amore viscerale per il Napoli.

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