giovedì , 4 Marzo 2021
Ciro Cardone ci racconta la sua GranFondo Costa d’Amalfi

Ciro Cardone ci racconta la sua GranFondo Costa d’Amalfi

Ciro Cardone - GranFondo Costa d'Amalfi 2013

Quando presentiamo una manifestazione ciclistica come la GranFondo Costa d’Amalfi, non possiamo non raccontare il fascino di uno dei percorsi più belli al mondo, ma ben altra cosa è invece il racconto di qualcuno che vi ha partecipato direttamente: adrenalina, fatica, sforzo fisico sono sensazioni che solo chi è stato in gara può raccontare.

Ciro Cardone è un ciclista amatoriale che solo tardivamente si è avvicinato al mondo delle due ruote mettendoci però una passione e determinazione tale da fare del ciclismo uno stile di vita: sveglia all’alba nonostante un lavoro che lo vede impegnato fino a tarda notte, lunghi allenamenti sia col freddo sia con la pioggia.

A Ciro abbiamo chiesto un resoconto della gara alla quale ha partecipato piazzandosi al 16° posto.

“La gara è stata caratterizzata dal freddo. Il sole, infatti, ha fatto capolino solo alla partenza in piazza ad Amalfi, poi non lo abbiamo praticamente visto più.

Una frana tra Ravello e il valico di Chiunzi ha costretto gli organizzatori a variare leggermente il percorso. Da Amalfi, infatti, siamo andati a Maiori e poi da lì verso Tramonti, il tutto in regime di velocità controllata.

Verso Tramonti è iniziata la gara vera e propria, una strada secondaria ci ha portato verso il Chiunzi con pendenze che in molti punti toccavano il 20%, una salita inedita per me, ma subito dura.

Arrivati al valico, mi sono lanciato in discesa fin giù a Maiori, per tornare sulla costiera e raggiungere Cava dei Tirreni. Lì un’altra salita arcigna ci attendeva: quella di Croce. Salita dura, con tanto di mucche al pascolo che ci hanno tagliato la strada, ma è stata la discesa quella che mi ha impressionato di più: la strada, infatti, non era in perfette condizioni, per via dei dissesti in parte provocati dalle piogge, ho sentito varie volte un pizzico di paura, insomma era un po’ pericolosa.

Finita, finalmente, la discesa, siamo entrati nell’abitato di Baronissi. Qui una nota negativa. Abbiamo gareggiato in sostanza nel traffico cittadino, la Polizia Municipale, purtroppo, è sembrata un po’ impreparata nel garantire i margini di sicurezza della manifestazione.

Giunti a Sant’Egidio è iniziata la salita del valico di Chiunzi dal versante sarnese. La salita è stata dura nel primo tratto iniziale fino al 7° tornante. Più pedalabile, invece, il resto, fino allo scollinamento dove il freddo si faceva sentire ed i bordi della strada erano coperti da nevischio.

Dal valico giù fino a Maiori di nuovo, per raggiungere finalmente Ravello dove ci attendeva una salita finale di ben 5 km che dopo tanto pedalare si è fatta sentire.

Insomma, a parte qualche inconveniente legato forse all’inesperienza dovuta al fatto che si trattasse di una prima edizione, la gara mi è piaciuta. Il dislivello è stato importante e non comune per una granfondo campana. L’organizzazione, l’assistenza in gara ed i rifornimenti, mi sono sembrati buoni.

Soddisfazione dal punto di vista personale per il risultato ottenuto in classifica: 16° beffato in extremis da un corridore che mi ha preceduto di pochissimo. Anche il livello dei partecipanti era buono ed erano presenti anche alcuni ex professionisti.

Ero solo alla seconda gara stagionale, il risultato mi fan ben sperare per il futuro”.

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