venerdì , 7 Ottobre 2022
Classifica delle peggiori linee ferroviarie, ancora una menzione per la Circumvesuviana

Classifica delle peggiori linee ferroviarie, ancora una menzione per la Circumvesuviana

A rappresentare la Campania, tra le linee ferroviarie peggiori d’Italia, è stavolta la Circumflegrea, finita seconda nella “singolare” classifica stilata da Legambiente in base a situazioni oggettive e proteste da parte dei pendolari. Ma la menzione alla Circumvesuviana, che l’anno prima aveva fatto la “parte del leone” nella graduatoria dei peggiori, non poteva di certo mancare. Qui di seguito la classifica completa stilata da Legambiente.

1) Roma Termini-Ciampino-Castelli Romani: il sistema è composto da 3 linee che collegano la stazione Termini con Ciampino e si diramano verso Frascati, Velletri ed Albano Laziale. Il problema in comune alle tre linee è quello di una infrastruttura vecchia e che a Ciampino diventa ad unico binario per tutte e tre le direttrici. La linea potrebbe rappresentare un’opportunità reale di mobilità per una delle aree più abitate del Lazio, con un bacino potenziale di utenti del ferro di 450.000 abitanti. Ma la crisi della mobilità pendolare nell’area romana è diffusa su altre linee, dalla Roma-Nettuno, alla Termini-Giardinetti, alla Roma Nord-Viterbo frequentata da oltre 75.000 viaggiatori al giorno.

2) Circumflegrea: 45mila pendolari che quotidianamente si muovono tra Napoli e l’area nord-occidentale della città attraverso le linee Circumflegrea e Cumana. Sulla Circumflegrea si riscontrano problemi di sovraffollamento e ritardi, c’è poi lo stato di degrado e fatiscenza di molte stazioni, abbandonate e vandalizzate, e per buona parte sprovviste di biglietteria o di obliteratrici. Problemi analoghi li trovano i pendolari che si spostano lungo la linea Cumana, anche se la situazione è migliorata nella seconda parte dell’anno grazie all’introduzione di due nuovi treni e di uno ristrutturato. Mentre continuano i soliti problemi sulla Circumvesuviana.

3) Bergamo-Milano: nonostante i recenti potenziamenti ed i consistenti investimenti sulla linea realizzati con il quadruplicamento della tratta Milano-Treviglio e il raddoppio della tratta Treviglio-Bergamo, sui 56 km di linea i tempi di percorrenza sono rimasti gli stessi di trenta anni fa con una velocità media di 60 km/h, pessime condizioni di viaggio con carrozze sovraffollate e sporche.

4) Siracusa-Ragusa-Gela: sicuramente la linea Siracusa-Gela che collega due Province importanti, lunga 181 km, ma ancora non elettrificata e a binario unico e che vede, soprattutto, un solo treno diretto collegare le due città. I tempi di percorrenza dei treni sono simili e in alcune relazioni (Comiso-Ragusa, Pozzallo-Modica) addirittura superiori rispetto a quelli di 20 anni fa. Le biglietterie nelle stazioni sono quasi del tutto scomparse.

5) Portogruaro-Venezia: la tratta di 62 km, ha visto un calo dell’offerta di servizio per i pendolari notevole. In particolare negli orari serali, con l’ultimo treno da Venezia verso il veneto orientale alle 22.41, mentre prima delle 7.20 nei giorni festivi non si può giungere a Venezia e persistono fasce di diverse ore sprovviste di treni regionali.

6) Catanzaro Lido-Lamezia Terme: linea di 42 km a binario unico, seppur strategica nei collegamenti regionali perché unisce i versanti tirrenico e jonico della Calabria, è stata classificata come tratta a scarso traffico e ad oggi conta 10 collegamenti al giorno (per senso di marcia) di cui solo 3 con treni regionali. Il resto è stato sostituito con autobus.

7) Le 14 linee tagliate in Piemonte: dal 2010 a oggi sono state cancellate ben 14 linee: Santhià-Arona, Pinerolo-Torre Pellice, Cuneo-Saluzzo-Savigliano, Cuneo-Mondovì, Ceva-Ormea, Asti-Castagnole-Alba, Alessandria-Castagnole-Alba, Asti-Casale-Mortara, Asti-Chivasso, Novi-Tortona, Alessandria-Ovada, Vercelli-Casale Monferrato e Sesto Calende-Oleggio. Quest’ultima tratta fa parte della storica linea ferroviaria Luino-Sesto Calende-Novara ed è stata soppressa senza alcun preavviso.

8) Salerno-Potenza: Anche quando i treni non subiscono soppressioni improvvise i ritardi sono all’ordine del giorno, con convogli che non raggiungono i 50 km/h di velocità di media e impiegano 2 ore e mezza per arrivare a destinazione. E con l’orario entrato in vigore un anno fa la situazione sulla linea è peggiorata dato che sono stati soppressi alcuni treni. Non va meglio per i pendolari della Foggia-Potenza, dove le carrozze sono vecchie, senza aria condizionata e spesso con i finestrini rotti.

9) Campobasso-Isernia-Roma: Un unico binario non elettrificato tra Campobasso e Roccaravindola, per 75 km, è la principale ragione della lentezza e inadeguatezza del servizio rendendo gli spostamenti poco efficienti, oltre a treni in larga parte vecchi. Nel 2013 sono state chiuse le biglietterie a Isernia e a Campobasso. Dei tanti pendolari che si muovono tra Campobasso e Roma molti di quelli che vorrebbero farlo in treno sono costretti a prendere l’auto.

10) Cremona-Piacenza: dalla fine del 2013 tutti i treni della Cremona-Piacenza sono stati soppressi e sostituiti con autobus. Una decisione clamorosa vista l’importanza di una linea elettrificata che costituiva una valida alternativa per gli spostamenti tra due capoluoghi di Provincia di due Regioni ricche come Lombardia e Emilia. I tempi di percorrenza dei bus sostitutivi sono superiori di 20/30 minuti rispetto a quelli del treno, ne impiegano 50 rispetto a nemmeno mezz’ora con il treno, andando di fatto a peggiorare enormemente le condizioni di viaggio dei pendolari.

About Giuseppe Damiano

Ho 36 anni, vivo dalla nascita a Sorrento e sono iscritto da 12 anni all’Ordine dei giornalisti della Campania. Collaboro, da cronista per l’area sorrentina, con il quotidiano “Il Mattino” e, da free lance, con testate locali. Tralascio il solito elenco di esperienze passate, per non “inimicarmi” da subito il lettore di turno. Ma una precisazione è doverosa: non “vivo” più di giornalismo. Oggi, qui, non è possibile farlo. Motivo per il quale, molti amici e colleghi hanno deciso di uscire dal “giro”. Io, tutto sommato, ho ancora il coraggio di restare.

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