mercoledì , 5 Ottobre 2022
E’ un ortopedico sorrentino il volontario dell’anno del Rotary: opera in Africa occidentale

E’ un ortopedico sorrentino il volontario dell’anno del Rotary: opera in Africa occidentale

Umberto Aubry si è aggiudicato il premio «Servire al di sopra di ogni interesse», promosso dal Rotary International. Il 75enne ortopedico sorrentino ha trionfato su oltre 350 candidati provenienti da tutto il mondo, in virtù del suo impegno umanitario a favore delle popolazioni dell’Africa occidentale. Significativa la motivazione stilata dal Rotary International: «Il candidato ha interpretato ed interpreta il Rotary in modo attivo e concreto dando tutto se stesso, donando il suo amore e le sue capacità al prossimo che soffre». Non solo: Umberto Aubry ha inteso il servizio «in maniera silenziosa ed autentica, come un modo diverso di pensare, di considerare se stesso e di vivere il rapporto con gli altri». Ortopedico di fama internazionale, volontario del Rotary dal 1992 e presidente del club sorrentino nell’anno 2001/2002, Aubry ha messo le proprie competenze professionali al servizio delle popolazioni di Camerun, Togo, Burkina Faso, Costa d’Avorio, Ghana ed Etiopia. Qui ha curato migliaia di persone e contribuito attivamente alla realizzazione di numerosi centri medici. In Camerun, ha collaborato alla costruzione di un ospedale ortopedico, divenuto negli anni un punto di riferimento ortotraumatologico per gli abitanti della regione. Nel 2003/2004, inoltre, ha fondato il gruppo dei medici volontari del distretto 2100° Italia, al quale hanno poi aderito professionisti di varie specializzazioni che oggi continuano a prestare la loro preziosa opera sanitaria non solo nell’Africa occidentale ma anche in Etiopia ed in India. Umberto Aubry sarà premiato sabato a Caserta, in occasione del seminario distrettuale della Rotary Foundation.

About Giuseppe Damiano

Ho 36 anni, vivo dalla nascita a Sorrento e sono iscritto da 12 anni all’Ordine dei giornalisti della Campania. Collaboro, da cronista per l’area sorrentina, con il quotidiano “Il Mattino” e, da free lance, con testate locali. Tralascio il solito elenco di esperienze passate, per non “inimicarmi” da subito il lettore di turno. Ma una precisazione è doverosa: non “vivo” più di giornalismo. Oggi, qui, non è possibile farlo. Motivo per il quale, molti amici e colleghi hanno deciso di uscire dal “giro”. Io, tutto sommato, ho ancora il coraggio di restare.

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