lunedì , 3 Ottobre 2022
“Il pane tossico della camorra è in vendita in supermercati e salumerie”. Allarme dei panificatori.

“Il pane tossico della camorra è in vendita in supermercati e salumerie”. Allarme dei panificatori.

1500 forni abusivi, che versano in condizioni igienico-sanitarie pericolose, sfornano pane potenzialmente tossico che viene venduto e rivenduto in supermercati e salumerie della provincia di Napoli. A mettere nero su bianco il testo dell’inquietante dossier (che sarà presentato presto in Questura), è Mimmo Filosa, presidente di Unipan, la principale associazione che riunisce i panificatori campani. Un dossier elaborato in collaborazione con Francesco Borrelli (Verdi). “La camorra dall’inizio della crisi economica ha messo nuovamente e prepotentemente le mani sul mercato alimentare del napoletano e casertano – spiegano Borrelli e Filosa su Napoli Today – In particolare stanno proliferando forni abusivi di pane ovunque. Solo tra Napoli e provincia ce ne sono oramai oltre 1500 ed il numero è in crescita.Forni in condizioni igienico sanitarie pericolosissime, che realizzano un prodotto anche tossico poiché usano gusci di nocciole trattati con agenti chimici e quindi nocivi, o legni trattati con vernici e solventi tossici. L’emergenza, però, riguarda anche chi lavora a questa filiera “a nero” del pane. E sono extracomunitari non inquadrati, ma anche affiliati ai clan. Il problema più grave è che il pane della camorra è arrivato nei supermercati e nei salumieri legali. Invochiamo un intervento drastico da parte dello Stato con la istituzione di un tavolo permanente in Prefettura tra Asl, Comuni e forze dell’ordine – hanno concluso Borrelli e Filosa – e l’ applicazione della legge regionale sulla tracciabilità del pane”.

About Giuseppe Damiano

Ho 36 anni, vivo dalla nascita a Sorrento e sono iscritto da 12 anni all’Ordine dei giornalisti della Campania. Collaboro, da cronista per l’area sorrentina, con il quotidiano “Il Mattino” e, da free lance, con testate locali. Tralascio il solito elenco di esperienze passate, per non “inimicarmi” da subito il lettore di turno. Ma una precisazione è doverosa: non “vivo” più di giornalismo. Oggi, qui, non è possibile farlo. Motivo per il quale, molti amici e colleghi hanno deciso di uscire dal “giro”. Io, tutto sommato, ho ancora il coraggio di restare.

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