mercoledì , 5 Ottobre 2022
La Circumvesuviana è prima….nella classifica italiana “dei peggiori”. Lo dice Legambiente

La Circumvesuviana è prima….nella classifica italiana “dei peggiori”. Lo dice Legambiente

La Circumvesuviana è prima. Tra le peggiori compagnie che effettuano tratte ferroviarie pendolari. La classifica, elaborata da Legambiente nell’ambito della sua campagna Pendolaria dedicata alla mobilità sostenibile, ha tenuto conto della riduzioni delle corse, della lentezza, dei disservizi e del sovraffollamento. Insieme alla Circumvesuviana, anche la Roma Nettuno e la Padova-Calalzo, la Potenza-Salerno, ma non solo. Ci sono anche il gruppo delle 13 linee ferroviarie tagliate a Torino, l’Arquata Scrivia-Genova Brignole, la Mantova-Cremona-Milano, la Siracusa-Ragusa-Gela, la Campobasso-Isernia-Roma e la Bologna-Porretta Terme. “Per quei tre milioni di cittadini che ogni giorno prendono il treno per andare a lavorare la situazione diventa ogni giorno piu’ difficile”, ha detto il vice presidente di Legambiente Edoardo Zanchini all’Agi -. Eppure di quella che e’ una vera e propria emergenza nazionale, la politica – ha aggiunto – non sembra intenzionata a occuparsi. Negli ultimi anni il servizio in larga parte delle Regioni e’ andato peggiorando per la riduzione delle risorse e l’incertezza sul futuro, per cui i treni sono sempre piu’ affollati, spesso in ritardo e con le solite vecchie carrozze. Per chi si muove in treno ogni giorno la situazione e’ spesso disperata, con le situazioni peggiori che si vivono in Campania, Veneto, Piemonte, Lazio. E’ vergognoso che gli stanziamenti erogati dalle Regioni per questo servizio siano talmente risibili da non arrivare in media nemmeno allo 0,4 per cento dei bilanci”.

About Giuseppe Damiano

Ho 36 anni, vivo dalla nascita a Sorrento e sono iscritto da 12 anni all’Ordine dei giornalisti della Campania. Collaboro, da cronista per l’area sorrentina, con il quotidiano “Il Mattino” e, da free lance, con testate locali. Tralascio il solito elenco di esperienze passate, per non “inimicarmi” da subito il lettore di turno. Ma una precisazione è doverosa: non “vivo” più di giornalismo. Oggi, qui, non è possibile farlo. Motivo per il quale, molti amici e colleghi hanno deciso di uscire dal “giro”. Io, tutto sommato, ho ancora il coraggio di restare.

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