martedì , 2 Giugno 2020
Maternità segreta, tra anonimato e conoscenza delle proprie origini biologiche

Maternità segreta, tra anonimato e conoscenza delle proprie origini biologiche

Il 27 febbraio scorso il Cif Provinciale di Napoli ha organizzato, presso l’Istituto Italiano per gli Studi filosofici di Napoli, una tavola rotonda sul dibattuto tema della “maternità segreta” ovvero sul tentativo di conciliare il diritto della donna a partorire in anonimato e quello del figlio di conoscere le proprie origini biologiche.

Inizialmente la normativa in materia ha avuto quale intento precipuo quello di salvaguardare il benessere sanitario tanto del nuovo nato quanto della madre al fine di evitare i tristemente noti eventi di bambini gettati nei cassonetti.

Durante l’incontro, moderato dalla dott.ssa M. Salvia (capocronista del Mattino), è intervenuta, tra gli altri, l’On. Prof. Luisa Bossa promotrice di una proposta di legge in materia che, ad applicazione della Sentenza della Corte Costituzionale n.178/2013, possa raggiungere quello che la stessa Bossa ha definito un “felice compromesso” tra i due diritti.

La proposta di legge, partendo dall’assunto che l’identità è un bene irrinunciabile e seguendo il monito “conosci te stesso” di socratica memoria, intende riconoscere al figlio adottivo ultraventicinquenne la possibilità di accedere ad informazioni sull’identità della propria madre biologica (anche se essa al momento del parto ha esercitato la facoltà di rimanere anonima), ciò nonostante, la madre biologica potrà decidere se acconsentire o meno alla rilevazione della propria identità.

Ad oggi, il dibattito in materia è ancora aperto specie per quanto concerne l’organismo cui attribuire le funzioni in tema di “interpello” sebbene il Tribunale per i Minorenni sembri quello più qualificato.

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