venerdì , 6 dicembre 2019
Il nero e l’argento – recensione

Il nero e l’argento – recensione

Dopo la solitudine dei numeri primi (premio Strega e premio Campiello Opera Prima nel 2008) e il corpo umano nel 2012, Paolo Giordano torna con un altro bellissimo romanzo: “Il nero e l’argento”.

La storia è quella di una giovane coppia di sposi con un bambino, la quale si trova a dover affrontare la dolorosa perdita della signora A. colei che si è occupata prima della difficile gravidanza di Nora e poi del loro bambino.

In realtà la signora A. (verrà chiamata così per tutto il romanzo ed il nome verrà scritto per intero solo all’ultima pagina) si è occupata anche della giovane coppia alle  prime armi diventando, giorno dopo giorno, unica spettatrice della nuova e difficilissima avventura che si trovano ad affrontare Nora e suo marito.

Con questo romanzo il giovane scrittore Paolo Giordano torna ad affrontare il problema della solitudine, questa volta però la solitudine non è della singola persona, ma di una  famiglia che, giornalmente, dovrà affrontare la propria quotidianità, fatta di gioie dolori e problemi.

Una quotidianità dove ogni problema non è “mio” ma “nostro”. Certo questo è un vantaggio normalmente, ma non lo è per questi due giovani ancora così inesperti che devono soltanto imparare ad andare avanti nel loro cammino, quel cammino che hanno deciso di fare insieme.

Ciò che rende la cosa ancor più complicata  è  la perdita della signora A. alla quale i due giovani si appoggiavano per farsi coraggio.

Con la sua scomparsa Nora e suo marito perdono il loro punto di forza, ma anche il loro punto d’incontro e dovranno andare avanti necessariamente da soli.

About Marialuigia Foggiano

Classe '83, di Sorrento. Professione insegnante privata. Su Sorrento Post mi occupo di recensioni di libri con qualche articolo di cultura generale. Mi piace leggere quasi tutti i generi di libri, ma con una preferenza per la narrativa contemporanea. Adoro i viaggi e la storia dell’arte.

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