venerdì , 7 Ottobre 2022
Sorrento e il Grand Tour
"Paesaggio sublime" - foto di Carlo Alfaro - www.carloalfaro.com

Sorrento e il Grand Tour

Il turismo a Sorrento ha radici lontane. La cittadina fu una delle mete del Grand Tour, il viaggio cioè compiuto in vari paesi europei, tra Settecento e Ottocento, dai giovani aristocratici, che così completavano la loro formazione culturale. Una lapide sulla facciata del Museo Correale di Terranova ricorda i nomi dei celebri letterati e artisti che visitarono la Penisola Sorrentina in quell’epoca.

Tra di essi non si può dimenticare il drammaturgo norvegese Ibsen, che nel 1867 scrisse tra Ischia e Sorrento Peer Gynt e successivamente, nel 1881, lo scandaloso Spettri, durante il suo soggiorno sorrentino presso l’Hotel Tramontano, come attesta una targa all’esterno dell’albergo. Anche Harriet Beecher Stowe, autrice del famoso romanzo antischiavista La capanna dello zio Tom, trovò nella penisola un luogo di ispirazione per un altro romanzo Agnese di Sorrento (1861), in cui la protagonista compie un percorso di formazione, che riguarda soprattutto le sue convinzioni religiose.

A Sorrento poi avvenne l’ultimo incontro, prima della rottura della loro amicizia, tra Wagner e Nietzsche. Quest’ultimo soggiornò con il filosofo Rée e il suo allievo Brenner nella pensione Villa Rubinacci, l’attuale Hotel Eden, ospite di Malwida von Meysenberg che aveva affittato una parte dell’edificio. Wagner e la moglie avevano scelto, invece, un’altra dimora, non distante da quella del filosofo tedesco, il Grand Hotel Excelsior Vittoria. Nietzsche compose nella terra delle sirene Umano, troppo umano (1876), la prima opera in cui utilizzò l’aforisma. Egli scrisse alla sorella Elisabeth e alla madre Franziska: “Sorrento e Napoli sono belli, le persone non esagerano. L’aria è qui un misto di aria di montagna e di aria di mare”.

Anche Charles Dickens fu colpito da Sorrento “dove -secondo il noto romanziere inglese- Tasso trasse ispirazione dalla bellezza che lo circondava”. Bisogna poi citare il verso del celebre critico francese Sainte-Beuve:”Sorrento mi ha reso il mio dolce sogno infinito”. Insomma, molti visitatori illustri esaltavano la bellezza della cittadina del Tasso, che ancora oggi continua ad esercitare il suo fascino sui turisti provenienti da tutto il mondo.

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