giovedì , 29 Settembre 2022
La storia di August Landmesser: “L’uomo che non salutò Hitler”

La storia di August Landmesser: “L’uomo che non salutò Hitler”

Era il 1936, in Germania la dittatura nazista dominava incontrastata la vita e le menti di molti, troppi tedeschi affascinati dalla potenza oratoria del loro cancelliere e “giuda”, Adolf Hitler, uno spietato dittatore che in quegli anni ancora doveva mostrare al mondo il lato più crudele ed osceno della sua follia sanguinaria.

Ma non tutti chinarono il capo al terrore e al fascismo imperante. Anche in Germania uomini comuni, umili lavoratori, giovani studenti decisero di mostrare, con gesti dimostrativi o la semplice “disobbedienza civile”, la loro volontà di non accettare la dittatura e la privazione delle libertà individuali.

Tra questi figura anche un venticinquenne operaio del cantiere navale di Amburgo, August Landmesser, che unico fra centinaia di operai e autorità, si rifiutò di eseguire il saluto nazista ad Hitler rimanendo impassibile a braccia conserte nel corso dell’inaugurazione del varo della nuova nave scuola della marina militare tedesca, la Horst Wessel, il 13 giugno del 1936.

Questo momento di libertà e di coraggio fu immortalato in una fotografia ritrovata soltanto nel 1991 ed esposta al Centro di documentazione “Topografia del terrore” presso il vecchio quartier generale della Gestapo a Berlino. Successivamente fu pubblicata sul quotidiano Die Zeit.

August Landmesser nacque il 24 maggio 1910, figlio di August Franz Landmesser e Wilhelmine Magdalene Schmidt. Operaio presso l’arsenale navale Blohm & Voss di Amburgo, fu membro del partito nazionalsocialista dal 1931 al 1935 costretto all’adesione dalla necessità di ottenere un posto di lavoro.

Cominciò ad osteggiare il nazismo quando, divenuto padre di due figlie avute dalla moglie Irma, una giovane donna di religione ebraica, fu ritenuto colpevole di “disonorare la razza” e pertanto fu  imprigionato due volte nel campo di concentramento di Börgermoor.

Scarcerato nel 1941, fu assegnato ai lavori forzati, ma nel febbraio 1944 a causa della penuria di uomini abili alle armi, Landmesser, nonostante i suoi precedenti penali, fu arruolato nella Wehrmacht e assegnato ad un battaglione di disciplina ove fu dichiarato “disperso in combattimento” nel corso di una missione operativa in Croazia.

Solo nell’autunno del 1951 il Municipio di Amburgo riconobbe ufficialmente il matrimonio tra Landmesser e Irma Eckler (anch’essa deceduta il 28 aprile del 1942 nell’istituto sanitario di Bernburg, dove i medici nazisti praticavano “l’eutanasia sui malati mentali”)  e le figlie Ingrid e Irene, sopravvissute alla guerra, ricevettero finalmente il cognome del padre.

About Salvatore Esposito

Classe ’83, diplomato all’Istituto Nautico di Piano di Sorrento e studi in legge all’Università Federico II di Napoli. Amo la storia locale ed universale, la politica in tutte le sue mille sfaccettature e vagabondare per il mondo non come turista, ma con l’animo e la curiosità del viaggiatore. Per Sorrento Post mi occupo di Politica, Cultura e Curiosità della Penisola Sorrentina e in particolare del mio paese, Meta.

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