venerdì , 6 dicembre 2019
Tasso e Leopardi, è gemellaggio culturale tra Sorrento e Recanati

Tasso e Leopardi, è gemellaggio culturale tra Sorrento e Recanati

Domani, 29 aprile, alle ore 10 e trenta, presso la sala consiliare del Comune di Sorrento, sarà siglato un gemellaggio culturale tra Sorrento e Recanati, città natali di Torquato Tasso e Giacomo Leopardi.
Dopo il saluto dei sindaci di Recanati, Francesco Fiordomo, e di Sorrento, Giuseppe Cuomo, sono previsti gli interventi di Emanuela Rajola su “Cornelia Tasso”, Cecilia Coppola su “L’angelo custode e angeli e demoni nell’epopea tassiana” e Armida Parisi su “Tasso e Leopardi nella poesia italiana”.
“A chiusura della manifestazione – spiega l’assessore alla Cultura del Comune di Sorrento, Maria Teresa De Angelis – saranno premiati i vincitori del quinto Certamen Tassianum che ha visto protagonisti gli alunni delle scuole medie superiori non solo della penisola sorrentina, ma anche di Teano, Napoli, Capua e Poggiomarino”.
L’iniziativa rientra nelle Celebrazioni dell’Anno Tassiano, in occasione del 419mo anniversario della morte del poeta sorrentino.
“Sorrento mantiene fede al suo affetto verso Tasso onorandone annualmente la ricorrenza della nascita e della morte – interviene Antonino Cuomo, presidente dell’associazione Studi Storici Sorrentini – Quest’anno la cerimonia si arricchisce, grazie all’avvio di un gemellaggio culturale tra Sorrento e Recanati nel nome di Tasso e di Leopardi, due poeti italiani molti simili nel loro valore poetico, nelle vicessitudini e nelle traversìe della vita. In questa occasione sarà anche distribuito agli studenti una copia del 30mo numero della rivista Studi Tassiani Sorrentini”.

 

About Giuseppe Damiano

Ho 36 anni, vivo dalla nascita a Sorrento e sono iscritto da 12 anni all’Ordine dei giornalisti della Campania. Collaboro, da cronista per l’area sorrentina, con il quotidiano “Il Mattino” e, da free lance, con testate locali. Tralascio il solito elenco di esperienze passate, per non “inimicarmi” da subito il lettore di turno. Ma una precisazione è doverosa: non “vivo” più di giornalismo. Oggi, qui, non è possibile farlo. Motivo per il quale, molti amici e colleghi hanno deciso di uscire dal “giro”. Io, tutto sommato, ho ancora il coraggio di restare.

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