lunedì , 10 Agosto 2020
Bollette pazze Gori, proroga in scadenza: tutti i dubbi delle “partite pregresse” in un’interrogazione

Bollette pazze Gori, proroga in scadenza: tutti i dubbi delle “partite pregresse” in un’interrogazione

Al netto delle proteste, cosa ha sortito la mobilitazione dell’amministrazione comunale contro le “bollette pazze” della Gori? Se lo chiede Alessandro Schisano del Partito democratico che, attraverso una lunga interrogazione al sindaco di Sorrento Giuseppe Cuomo, offre spunti di giurisprudenza e mette in discussione, sentenze alla mano, la manovra del recupero delle partite pregresse. Manovra contestata sostanzilamente anche da chi l’aveva approvata e che ha prodotto una mobilitazione che ha sortito, finora, due proroghe di pagamento.

schisano alessandro«Poco prima di Natale – spiega Schisano -, Gori ha diramato un comunicato stampa nel quale, tra l’altro, faceva riferimento ad una delibera dell’Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico, la numero 643 del 2013, spiegando in che modo è legata a questa vicenda. Ma la stessa Autorità, con un proprio comunicato precedente, del 6 ottobre scorso, sembrerebbe affermare cose diverse proprio sull’interpretazione dei contenuti di quella delibera».

In effetti, l’Autorità, dal proprio sito internet, «bacchetta» gli enti gestori del servizio idrico a livello nazionale, riferendo che è fuorviante fare riferimento alla delibera dell’Autorità stessa per legittimare la fatturazione dei conguagli delle «partite pregresse» prima del passaggio alla stessa Autorità delle funzioni di regolazione e controllo del settore.

«Tale causale – si legge nella nota dell’Autorità -, in base ai principi di trasparenza, non è corretta, dal momento che la quantificazione di tali importi è decisa dall’Ente d’Ambito o dal soggetto competente sulla base del metodo tariffario previgente al trasferimento all’Autorità̀ delle funzioni di regolazione del settore e che i conguagli in esame non derivano dall’applicazione delle nuove regole tariffarie definite dall’Autorità̀, ma dalla necessità, valutata dai soggetti competenti nel quadro regolamentare precedente, di assicurare la copertura di partite di costo sorte nel passato».

La stessa Autorità, «al fine di evitare comunicazioni fuorvianti all’utenza, nonché́ di fornire a quest’ultima indicazioni rilevanti ai fini di una eventuale contestazione o impugnazione delle richieste di pagamento, precisa che è fatto obbligo ai gestori interessati di: indicare espressamente in bolletta, oltre al periodo di riferimento dei conguagli tariffari precedenti l’anno 2012, il riferimento preciso all’atto deliberativo del soggetto competente che li ha quantificati (…); nel caso in cui siano già̀ state emesse bollette con l’erronea indicazione alla deliberazione 643/2013/R/idr dell’Autorità̀, comunicare espressamente all’utente – via posta o altro mezzo idoneo – l’esatto riferimento, rettificando l’erronea dicitura precedente e integrando le eventuali ulteriori informazioni mancanti».

L’Autorità è decisamente perentoria: «Si rammenta che, in base alle vigenti disposizioni regolatorie, è fatto divieto ai gestori di richiedere all’utenza importi per conguagli pregressi non espressamente approvati dall’Ente d’Ambito o dal soggetto competente ovvero non espressamente deliberati entro aprile 2012».

Il comunicato di Gori, precedente le festività natalizie, in effetti aveva lo scopo di chiarire che una sentenza del Consiglio di Stato del 2008, relativa ad un contenzioso in Sardegna, secondo la quale la regola della irretroattività degli atti può essere derogata ma solo in presenza di una norma di legge e non di un semplice atto amministrativo, non avesse alcuna attinenza con le bollette GORI per il recupero delle partire pregresse ante 2012.

Ma nella sua interrogazione Schisano rilancia e cita anche una recente sentenza del Tar della Lombardia, dello scorso giugno, dove è prevista la «possibilità di effettuare variazioni della tariffa. Tale opzione è ammessa allorquando le stime di costo contenute nel piano d’ambito si rivelino errate, ovvero quando sopravvengano fattori esterni tali da metterle in discussione. Ma, come ha chiarito la giurisprudenza, tali modifiche hanno effetto solo per il futuro, nel senso che consentono di evitare il procrastinarsi del disequilibrio e non anche di elidere gli effetti negativi che nel passato si sono prodotti. Gestori ed autorità d’ambito debbono quindi intervenire tempestivamente per adeguare la tariffa; eventuali ritardi o omissioni non potranno essere scaricati sull’utenza tramite un adeguamento tariffario ex post, salva la possibilità per le parti di far valere, nei loro reciproci rapporti, le rispettive responsabilità».

Alla luce di queste considerazioni, Schisano fa le pulci all’amministrazione comunale di Sorrento, e all’annunciata mobilitazione contro Gori. «Il sindaco Cuomo replicando ad una mia interrogazione – sottolinea Schisano – ha specificato che aveva dato mandato all’avvocato del Comune di Sorrento di rivolgersi all’Autorità̀ per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico al fine di bloccare ogni tipo di procedura. L’ha fatto? E se lo ha fatto qual è l’esito di questo intervento»?

About Giuseppe Damiano

Ho 36 anni, vivo dalla nascita a Sorrento e sono iscritto da 12 anni all’Ordine dei giornalisti della Campania. Collaboro, da cronista per l’area sorrentina, con il quotidiano “Il Mattino” e, da free lance, con testate locali. Tralascio il solito elenco di esperienze passate, per non “inimicarmi” da subito il lettore di turno. Ma una precisazione è doverosa: non “vivo” più di giornalismo. Oggi, qui, non è possibile farlo. Motivo per il quale, molti amici e colleghi hanno deciso di uscire dal “giro”. Io, tutto sommato, ho ancora il coraggio di restare.

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