sabato , 31 Luglio 2021
…metti un “sorrentino” a Dubai per realizzare il miglior gelato del mondo…

…metti un “sorrentino” a Dubai per realizzare il miglior gelato del mondo…

A Dubai, da oggi al 15 febbraio, al Burj Park, sedici, tra i più rinomati gelatieri provenienti da tutto il Medio Oriente, sono pronti a competere per il titolo di miglior gelato del mondo. La quarta tappa (le prime tre a Roma, Valencia e Melbourne) della competizione “Gelato World Tour”, vede tra i contendenti anche un sorrentino: Andrea Way Grandville.

La gara è organizzata dalla Carpigiani, azienda leader mondiale nel settore, e ad ogni tappa del Gelato World Tour, esperti del settore, selezionano i 16 migliori gelatieri della nazione ospitante. I concorrenti si sfidano elaborando ciascuno un solo gusto di gelato artigianale: il proprio cavallo di battaglia.

I primi tre classificati di ogni round si aggiudicano l’opportunità di partecipare alla finale di Rimini (settembre 2014), dove si contenderanno il trofeo del ‘World’s Best Gelato’. Andrea, sorrentino di nascita, da anni porta nel mondo la sua arte culinaria, prima in Australia, poi Londra ed adesso negli Emirati Arabi.

Ora partecipa con il suo gelato artigianale al gusto “baklava”, un dessert tipico del mondo arabo: “E’ un gelato magro e allo stesso tempo molto gustoso – ci spiega l’artigiano del gelato – con un piccolo retrogusto di mandorla e cannella con una variegatura a strati con miele ,noci miste e sesamo. Lo chef sorrentino rappresenta la gelateria “Cone street” con l’intento di unire la tradizione con l’innovazione e far emergere il gusto tipico del Medio Oriente. ll presidente della giuria tecnica di questa tappa sarà l’executive chef dell’Armani Hotel di Dubai: Marco Bernasconi.

About Giuseppe Damiano

Ho 36 anni, vivo dalla nascita a Sorrento e sono iscritto da 12 anni all’Ordine dei giornalisti della Campania. Collaboro, da cronista per l’area sorrentina, con il quotidiano “Il Mattino” e, da free lance, con testate locali. Tralascio il solito elenco di esperienze passate, per non “inimicarmi” da subito il lettore di turno. Ma una precisazione è doverosa: non “vivo” più di giornalismo. Oggi, qui, non è possibile farlo. Motivo per il quale, molti amici e colleghi hanno deciso di uscire dal “giro”. Io, tutto sommato, ho ancora il coraggio di restare.

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