venerdì , 30 Settembre 2022
LA STORIA | Droga, otto giovani su dieci hanno già fumato una “canna”. La beffa del Sert trasferito a pochi passi da una stazione di spaccio

LA STORIA | Droga, otto giovani su dieci hanno già fumato una “canna”. La beffa del Sert trasferito a pochi passi da una stazione di spaccio

L’ultimo “rapporto” che circola tra gli operatori del Sert (Servizio per le tossicodipendenze) offre una realtà decisamente allarmante per le nuovissime generazioni: otto giovani su dieci dell’area che va da Massa Lubrense a Vico Equense hanno già conosciuto le droghe leggere. Le «canne» sono all’ordine del giorno, anche se aumenta il ricorso alla droghe sintetiche, pasticche, anfetamine, Lsd, spesso associate all’assunzione di alcol. Numeri inquietanti, «conditi» dalla circostanza-beffa del Sert trasferito a Castellammare di Stabia, a pochi passi da una delle stazioni di spaccio e di consumo dell’hinterland napoletano. Addio riferimento sul territorio, addio prevenzione diretta e tempestiva per i tossicodipendenti della costiera sorrentina. Nessuno lo dirà mai ufficialmente, ma per una decina di «eroinomani» (oggi, quasi tutti deceduti), che stazionavano lungo le strade cittadine nei pressi dell’ospedale «Santa Maria della Misericordia» o di via del Mare, dopo l’abituale assunzione di «metadone», il Sert ha pagato un conto salatissimo. A confermarlo, sono gli stessi operatori sanitari locali, che raccoglievano quotidianamente lamentele da parte di agenti turistici, imprenditori alberghieri, commercianti del posto. Tant’è che la successiva mobilitazione per ripristinare il Sert in costiera, sortì a malapena un attivismo di facciata, con risultati decisamente inadeguati: il Sert è rimasto a Castellammare (in zona scomoda, perché non «servita» sufficientemente con mezzi pubblici) e solo un ufficio consultorio è attivo a Sant’Agnello. Poco, troppo poco, considerato che la somministrazione del «metadone» è un servizio marginale, che genera un luogo comune assolutamente da sfatare: il Sert non offre rimedi palliativi, ma è soprattutto cura e prevenzione. Specie in una zona come quella della costiera, dove l’immagine è talmente salvaguardata, che la verità rischia poi di venire puntualmente insabbiata.

About Giuseppe Damiano

Ho 36 anni, vivo dalla nascita a Sorrento e sono iscritto da 12 anni all’Ordine dei giornalisti della Campania. Collaboro, da cronista per l’area sorrentina, con il quotidiano “Il Mattino” e, da free lance, con testate locali. Tralascio il solito elenco di esperienze passate, per non “inimicarmi” da subito il lettore di turno. Ma una precisazione è doverosa: non “vivo” più di giornalismo. Oggi, qui, non è possibile farlo. Motivo per il quale, molti amici e colleghi hanno deciso di uscire dal “giro”. Io, tutto sommato, ho ancora il coraggio di restare.

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