martedì , 7 aprile 2020
ATTENZIONE ALL’ALIMENTAZIONE IN ETA’ SCOLARE E ADOLESCENZIALE

ATTENZIONE ALL’ALIMENTAZIONE IN ETA’ SCOLARE E ADOLESCENZIALE

A poco più di un mese dalla riapertura delle scuole è fondamentale porre attenzione al delicato tema dell’alimentazione in età scolare e adolescenziale a cui ogni genitore deve affrontare spesso con molta difficoltà, almeno una volta nella vita.
In buone e normali condizioni di salute, nell’età scolare è importante non tanto imporre un regime dietetico, ma introdurre quanto prima abitudini alimentari corrette, facendo in modo che il nutrirsi continui a essere un processo naturale e gradevole.
Non sono rari, infatti, i bambini che esprimono una situazione di disagio psicologico e affettivo rifiutando il cibo o consumandone troppo.
L’età scolare e l’adolescenza sono fasi molto delicate e importanti. L’organismo si trasforma rapidamente e la velocità di accrescimento staturale può raggiungere, in certi periodi, anche i dieci centimetri l’anno. Ciò comporta, oltre l’allungamento delle ossa, un aumento di massa magra (muscoli, acqua, sali minerali), del tessuto adiposo e di tutti gli organi. Tutto ciò non potrebbe accadere se attraverso l’alimentazione non fosse fornito al corpo il materiale necessario a costruirsi.
Il periodo di accrescimento si può dividere in tre fasi:

1. primi anni di vita, in cui la velocità di crescita è elevata ed è espressa in centimetri di altezza (fino ai sette anni);
2. fase in cui il tasso di crescita diminuisce (dai sette ai dodici anni);
3. secondo picco di crescita in età puberale, in seguito alla pubertà si passa alla fase adulta.
Il picco di crescita della pubertà si registra a tredici anni nelle femmine e quindici anni nei maschi. Questo giustifica il fatto che i maschi sono più alti delle femmine, in quanto hanno due anni di crescita rapida in più.
Il periodo di accrescimento è di grande richiesta energetica, quindi il fabbisogno energetico giornaliero previsto dai LARN corrisponde a:
• 1869-2000 kcal dai sette ai nove anni;
• 2000-2250 kcal dai dieci ai dodici anni;
• 2250-2500 kcal oltre i tredici anni.
Tali stime devono essere ridotte del 15% se i ragazzi conducono uno stile di vita sedentario.

È noto che il fabbisogno energetico deve essere soddisfatto adottando un piano alimentare vario, in cui sono presenti giornalmente tutti i macronutrienti (carboidrati, lipidi e proteine) e i micronutrienti (vitamine e minerali). I cibi ipercalorici come dolciumi, formaggi, bevande zuccherate, frutta sciroppata, salse e fritti misti andrebbero moderati.
Tuttavia, l’abitudine a consumare fuori pasto merendine e patate fritte — oltre alla frequentazione dei fast food in cui i menù sono sempre ricchi di grassi, proteine e sale — porta spesso gli adolescenti a una condizione di sovrappeso alquanto preoccupante.
Da uno studio pubblicato sulla rivista «Pediatrics» condotto dai ricercatori della Deakin University, in Australia, è emerso che gli alimenti salati e il sale aggiunto favoriscono l’obesità in età infantile e adolescenziale. Inoltre esiste una stretta relazione tra assunzione di sale e di bevande zuccherate.
Gli studiosi hanno osservato le abitudini e il peso di oltre 4200 bambini e ragazzi di età compresa tra i due e i sedici anni per verificare l’esistenza di un nesso tra l’assunzione di cibi salati, il consumo di bevande zuccherate e l’aumento di peso corporeo.
In media ogni ragazzino assume circa 6 g di sale al giorno, un valore già molto alto rispetto alle quantità consigliate dalle autorità sanitarie (tra 3 e 5 g quotidiani). Inoltre circa il 62% dei ragazzi coinvolti beve ogni giorno bevande zuccherate gassate, energy drink, acque minerali aromatizzate e dolci.

Confrontando i dati, i nutrizionisti australiani hanno trovato che per ogni grammo di sale in più, un ragazzino beve almeno 17 g di liquidi zuccherati.
Di contro, i ragazzi che non bevono bibite dolci abitualmente assumono anche meno sale (in media 0,5 g in meno al giorno, cioè la quantità di un sacchettino di patatine fritte).
Nel nostro Paese l’allarme è ampiamente diffuso: i bambini di oggi sono spesso over-size. L’Italia, infatti, è ai primi posti nel mondo per il peso in eccesso dei suoi pargoli e la Campania, in particolare, batte ogni record negativo.
Oggi su 100 bambini di una classe di scuola elementare 24 sono in sovrappeso e oltre 12 sono obesi. Complessivamente si stima che oltre 1.100.000 bambini italiani, tra i sei e gli undici anni, abbiano problemi di obesità e sovrappeso: più di 1 bambino su 3.
Nel periodo adolescenziale l’obesità, purtroppo, non è l’unico disturbo legato all’alimentazione. Si presenta, anche se con meno frequenza, la condizione opposta: il rifiuto del cibo, che caratterizza forme di  anoressia mentale, su base psichica, e si riscontra prevalentemente nelle giovani fanciulle.
In questa fase della vita, inoltre, a causa di un’alimentazione 
monotona e di bassa qualità, si possono verificare anche situazioni di carenze nutrizionali. Ad esempio un deficit di calcio legato alle necessità del tessuto osseo in crescita. Oppure una mancanza di ferro legata a un aumento della volemia e, nelle femmine, alle perdite ematiche durante i primi flussi mestruali. Una corretta alimentazione nel periodo di crescita, soprattutto nella donna, è indispensabile per la prevenzione dell’osteoporosi in età più avanzata.

La dieta mediterranea — a base prevalentemente di pane e pasta (preferibilmente integrali), farro, orzo, minestre, legumi, carni bianche, pesce, olio extravergine d’oliva, frutta e verdura — è ottimale anche per soddisfare il bambino in età scolare e adolescenziale personalizzata in base all’individuale fabbisogno energetico giornaliero. Mantiene la condizione di salute e previene le patologie correlate al sovrappeso e all’obesità.

Come snack, invece di merendine e biscotti, sono da preferire frutta, frutta secca, pane con pomodorini e olio extravergine di oliva, olive, cereali e yogurt in modo da mantenere costante la glicemia e indurre maggiore senso di sazietà nell’arco della giornata. Non dimentichiamo: un bambino sovrappeso ha un’elevatissima probabilità di diventare un adulto obeso.

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